Chi sono

Sono nata in una casa di campagna dove ho trascorso un’infanzia magica immersa nella natura. Il mutevole rincorrersi dei colori al succedersi delle stagioni ha fatto maturare in me la passione per la ricerca cromatica che ho perseguito fin da bambina. Nonostante le mie scelte formative e professionali* mi abbiano portata in contesti lavorativi apparentemente lontani dall’arte, il mio spirito creativo è stato sempre animato dal desiderio di sperimentare formule espressive diverse con le quali poter rappresentare il mutevole rincorrersi dei sentimenti al succedersi delle stagioni della vita.

Con l’indole dello sperimentatore che impara sbagliando e che è sempre pronto a ricominciare, a disfare e rifare, secondo un modello mai definito, mi sono cimentata continuamente in nuovi approcci espressivi sia con i colori, sia con le parole cercando di trasmettere concetti e stati d’animo.

Pittura

Le mie opere, ispirate agli impressionisti, preferiscono il colore piuttosto che il disegno, le emozioni piuttosto che la forma, ed attraverso un’incessante rincorrersi di piccole pennellate approdano ad un’esperienza figurativa caratterizzata da una forte marcatura cromatica. Ho frequentato diversi corsi di pittura presso scuole d’arte private di Roma ed ho partecipato a mostre collettive organizzate in numerosi contesti artistici locali e nazionali. Sono stata inserita nel catalogo annuario d’arte “l’Elite” – selezione arte che presenta una selezione dei maggiori artisti contemporanei valutati e scelti da critici d’arte professionisti.

Poesia

 Attraverso la scelta e l’accostamento di parole, ho cercato di trasmettere pensieri e stati d’animo che traendo origine per lo più dalle vicende del mio vissuto, fatto di realtà oggettive semplici, evocano emozioni e sentimenti delle varie fasi della vita. 

Prosa

sfogliando le pagine della mia infanzia, mi sono soffermata su quelle delle storie che i miei genitori mi raccontavano, per trasmettermi tutto il loro amore e ne ho attinto i personaggi che animano i miei racconti. Sono figure prese dal mondo contadino che, vivificate dalla fantasia vogliono trasmettere l’amore per la natura ed i valori che sottendono ad una vita semplice e genuina. I sentimenti che pervadono tutta la narrazione sono, infatti proprio quelli dell’amicizia, della condivisione, dell’uguaglianza e dell’accettazione del diverso.  

*Percorso formativo-professionale

Nel 1980 mi sono laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli studi di Roma “la Sapienza”.  Ho amato profondamente questo corso di studi che mi ha fatto conoscere l’evoluzione e le proprietà degli esseri viventi. Mi ha insegnato ad analizzare le caratteristiche dei singoli organismi e delle specie nel loro insieme facendomi comprendere le interazioni tra loro e con l’ambiente. Con grande passione ho studiato ogni disciplina della biologia, dalla botanica alla zoologia, dall’ecologia alla genetica, dalla tassonomia alla fisiologia  maturando sempre di più il desiderio di approfondire le conoscenze su quella specie così unica che con il suo quoziente di encefalizzazione è riuscita a capire e influenzare il mondo circostante. E’ riuscita a spiegare e a manipolare i fenomeni naturali attraverso la scienza, la filosofia, la mitologia, ma anche quelli della propria spiritualità mediante la religione e l’arte;   

nel 1982 ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento delle “scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali” nella scuola media di primo grado nell’ambito della quale ho prestato servizio in qualità di docente di ruolo a tempo indeterminato fino al 1996. Nella mia vita non c’è stato nulla di più emozionante dell’aver contribuito a formare in ognuno dei miei alunni una mente critica, l’autostima di giudizio, il piacere della ricerca e della scoperta attraverso  proposte di insegnamento basate sul metodo scientifico e sulla sperimentazione. Mi emoziona ancora ricordare la loro infinita capacità di meravigliarsi nell’osservazione diretta di semplici  fenomeni come lo sviluppo di una pianta a patire dal seme, o di semplici reazioni chimiche come la formazione degli azzurri cristalli di solfato di rame partendo da una soluzione o, ancora la scoperta del cristallino partendo dalla dissezione di un occhio di bue. Mi emoziona ancora ricordare come le mie proposte didattiche suscitassero la loro curiosità e la loro attenzione fino a dispiacersi del termine delle lezioni.

Nel 1994 mi sono laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “la Sapienza” e nel 1995 ho conseguito  l’abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo. E’ stato questo un traguardo  raggiunto con molta fatica e grandissimo impegno. Avevo interrotto gli studi di medicina con la nascita di Emanuele, avvenuta nel 1985 e dal primo momento che lo ebbi tra le mie braccia seppi che la mia vita sarebbe stata dedicata a lui. Quando, dopo tre anni, arrivò anche Federico le mie giornate divennero davvero intense, ma la gioia si moltiplicò e non c’era attimo che non fosse dedicato a loro. Soltanto dopo otto anni, quando  entrambi andavano a scuola, ripresi i libri di medicina per concludere i pochissimi esami rimasti in sospeso. 

Nel 2000 ho conseguito la specializzazione in “Igiene e Medicina Preventiva” (ora Epidemiologia e Sanità Pubblica) presso l’Università degli Studi di Tor Vergata. E’ stato questo un corso di studi che mi ha veramente aperto la mente fornendomi un bagaglio culturale e metodologico multidisciplinare. Mi ha orientata alla collaborazione multi-professionale ed al ruolo di interfaccia fra gli aspetti  sanitari e quelli organizzativi delle attività di tutela, promozione e recupero della salute umana. Durante i quattro anni del corso ho conosciuto e collaborato con persone meravigliose, con alcune delle quali non ho mai smesso di sentirmi. 

Nel 2001 ho vinto un concorso nazionale per la disciplinaOrganizzazione dei Servizi Sanitari di Base” bandito da un’Azienda Sanitaria Locale della Regione Toscana. La scelta tra la scuola, dove ero titolare di cattedra e la ASL dove sarei stata assunta  in qualità di dirigente medico, fu davvero molto difficile. Avrei dovuto lasciare un mondo a me familiare da tempo per uno ancora sconosciuto. Furono numerose le notti insonni, tormentata dall’indecisione, ma quando ricevetti l’ultimatum dalla struttura sanitaria dove avrei dovuto prendere servizio, mi tappai il naso e feci il grande salto. Dapprima mi trasferii da sola, ma subito dopo fui raggiunta dai miei figli che iniziarono a frequentare il liceo scientifico del posto. Sono stati quelli gli anni più belli della mia vita durante i quali ho toccato con mano i bisogni di salute delle persone, soprattutto anziane, affrontati nel territorio. Ogni giorno mi adoperavo  con grande passione ed entusiasmo per aiutarle a risolvere i loro problemi e mi sentivo veramente appagata. Le persone con le quali collaboravo divennero ben presto la mia famiglia e ancora oggi non possiamo fare a meno di sentirci e, a volte incontrarci per scorrere insieme il passato e progettare il futuro. 

Nel 2005 Emanuele, a mia insaputa, partecipò al concorso per l’ammissione a Medicina e chirurgia presso l’Università “la Sapienza” di Roma per accompagnare un suo amico d’infanzia. Si classificò tra i primi cento e ciò mi pose, ancora una volta, di fronte  ad una scelta difficile. Avrei potuto insistere  affinché l’anno successivo ripetesse il concorso per “il Careggi”, ma poiché anche Federico, nel frattempo, aveva deciso di tornare a Villa Adriana per ricongiungersi con il suo “gruppo musicale”, chiesi il il distacco presso il Ministero della salute. Sono stati questi anni duri soprattutto a causa della distanza da percorrere  ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro, ma ho  ritrovato nelle persone con cui collaboravo una nuova famiglia, che per quindici lunghi anni ha condiviso con me soddisfazioni e delusioni, approvazioni e dissensi, gioie e dolori. 

Nel 2020, scoppiata la pandemia, ho iniziato lo Smart working che mi ha fatto sentire isolata. Ho deciso quindi di ricorrere alla pensione anticipata con la formula “quota cento” e dopo quarantadue anni di lavoro ufficiali e cinquanta complessivi, considerando il lavoro svolto “a nero” quando ero poco più che adolescente, sono stata “messa a riposo”. Spero che il “riposo” duri molto affinché io possa trattenere nelle mie mani i granelli di sabbia della creatività, per lungo tempo persi nel vuoto, e tramandarli alle generazioni future.