Santuario di San Vittorino: tramonto, il sottile confine tra passato e futuro
Mai alcuna parola dell’umano interloquire
ha suscitato tanto dolore come il verbo morire
angoscia, sofferenza, profonda impotenza
ti squarciano la vita per l’amata assenza
eppure il motivo è ad ognuno noto
il buio profondo che sprigiona l’ignoto
ci puoi trovar tutto oppure niente
ed è questo che manda fuori rotta la mente
sono tele ora tinte di rosso dal dito di Odino
oppure di giallo da quello Divino
sono tele sospese nel limbo del tempo
senza prima né poi e svaniscono in un lampo
la cromatica tela della speranza
all’animo in pena riduce l’erranza
verso lidi pacati conduce il pensiero
di cui però mai nessuno ha trovato il sentiero
Soltanto il RICORDO che è dentro di noi
può dare alla morte il magico POI
