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	<title>News Archivi - Loreta De Carolis</title>
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	<description>Pittrice e Scrittrice</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 May 2024 13:24:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Centro polifunzionale per l&#8217;arte e la cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 13:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ipotesi di progetto per la realizzazione di un CENTRO POLIFUNZIONALE PER L’ ARTE E LA CULTURA Luogo di incontro per promuovere l’arte ed il benessere psicofisico Premessa L’innato bisogno di comunicare che caratterizza gli esseri umani avviene ancora prima dell’uso della parola, attraverso la realizzazione di immagini, forme, colori, suoni e movimenti. Si tratta di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Ipotesi di progetto per la realizzazione di un</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>CENTRO POLIFUNZIONALE PER L’ ARTE E LA CULTURA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Luogo di incontro per promuovere l’arte ed il benessere psicofisico</strong></p>
<p>Premessa</p>
<p>L’innato bisogno di comunicare che caratterizza gli esseri umani avviene ancora prima dell’uso della parola, attraverso la realizzazione di immagini, forme, colori, suoni e movimenti. Si tratta di un linguaggio simbolico con il quale l’umanità ha imparato a trasmettere messaggi profondi, complessi ed universali che definiamo arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attraverso l’arte, possiamo comunicare le nostre emozioni, i nostri pensieri, le nostre visioni del mondo e della realtà e al contempo entrare in contatto con gli altri, condividendo esperienze, sensazioni, sentimenti e valori. L’artista comunica le sue emozioni agli spettatori che interpretano l’opera d’arte secondo la propria sensibilità e il proprio vissuto. Gli spettatori a loro volta comunicano le proprie emozioni agli altri spettatori o all’artista stesso, creando un dialogo emotivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’arte diviene, dunque, un mezzo di comunicazione sociale in grado di stimolare la riflessione, la critica, il dibattito e la partecipazione attiva alle vicissitudini del proprio contesto. L’arte crea occasioni di incontro, confronto, e collaborazione tra le singole persone e/o gruppi diversi consentendo la condivisione e la trasmissione di valori, ideali ed identità collettive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da tempo, inoltre, è noto come l’arte eserciti effetti positivi sul benessere individuale e collettivo delle persone (sia che essi producano arte o ne fruiscano), che vanno dalla crescita cognitiva al rafforzamento dell’autostima, dalla crescita interpersonale e intrapsichica alla riduzione dell’ansia e dello stress. L’arte, dunque, diviene terapia. Attraverso l’utilizzo dei mezzi comunicativi alternativi al linguaggio comune, consente di rafforzare le potenzialità individuali, soprattutto nel campo della disabilità.</p>
<p>Per tale motivi e chissà quanti altri ancora, l’idea di un luogo di incontro per creare un fattivo dialogo emotivo tra le persone che producono arte e quelle che ne fruiscono appare dunque imprescindibile per un territorio <em>come quello di Tivoli, che è considerata una delle città d’arte più importanti al mondo (Dal 1998 nel suo territorio sono stati ben due Siti Unesco: Villa Adriana e Villa d’Este).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Che cos’è il “centro polifunzionale per l’arte e la cultura</em></strong></p>
<p>è un insieme di spazi (laboratori) diversificati ed allestiti secondo le esigenze progettuali ed attuative delle varie forme di arte: pittura, musica, prosa, poesia, cinema e teatro,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>A cosa serve:             </em></strong></p>
<p>ad offrire alla popolazione un punto di riferimento per conoscere, sperimentare, condividere esperienze artistiche nell’ottica di contribuire all’arricchimento della qualità della vita e alla crescita culturale sia personale che collettiva. Offrire, altresì occasioni di formazione, sviluppo e diffusione per artisti emergenti anche al fine di promuovere scambi culturali verticali ed orizzontali con altri paesi;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> <em>dove:</em></strong></p>
<p>nel Comune di Tivoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>La sede:</em></strong></p>
<p>qualsivoglia locale pubblico utile allo scopo e di facile accesso anche nella considerazione che i fruitori degli spazi potrebbero avere esigenze particolari dovute a difficoltà di mobilità, a diverse capacità sensoriali o, semplicemente, ai cambiamenti dell’età.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>Come si articola</em></strong></p>
<ul>
<li>Un’area accoglienza volta al coordinamento funzionale tra i servizi burocrati e le attività svolte nell’ambito dei laboratori. Il personale addetto fornisce tutte le informazioni che favoriscono l&#8217;orientamento e la frequenza dei laboratori e al contempo partecipa attivamente all’organizzazione di scambi culturali con altre realtà artistiche anche nazionali ed internazionali;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>spazi/laboratorio dedicati alle singole arti tenendo presente che le diverse attività artistiche potrebbero essere espletate in momenti diversi utilizzando lo stesso spazio. Potrebbe fare eccezione quello dedicato alla realizzazione di progetti musicali cui necessita la presenza della strumentazione necessaria per la produzione musicale di qualità (sala di registrazione);</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>uno spazio espositivo permanente di arti visive (scultura. disegno, pittura, fotografia ecc) ovvero una galleria d’arte nella quale gli artisti hanno la possibilità di condividere, sia con altri artisti sia con gli spettatori, la propria creatività, le tecniche impiegate e i significati profondi delle loro opere. Artisti professionisti ed artisti emergenti, gli uni accanto agli altri in un’ottica di promozione culturale;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>uno spazio aperto al pubblico, da individuare, di volta in volta, nel territorio di Tivoli, (teatro di Bleso, area archeologica di Villa Adriana ecc..) per la “diffusione” dell’arte sia sotto forma di saggi a conclusione di un percorso formativo/creativo che in occasione di eventi (concerti, conferenze, congressi, workshop), organizzati dal centro stesso e/o in collaborazione con le istituzioni (Comuni, Regioni, Ministeri ecc.);</li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<p><em>Offerta</em></p>
<ul>
<li>corsi laboratoriali diversificati secondo le esigenze degli iscritti (corsi base, corsi avanzati e corsi di perfezionamento) non necessariamente vincolati gli uni agli altri. Tutti i corsi saranno calibrati sulle inclinazioni e le attitudini dei partecipanti e vedranno la realizzazione di manifestazioni di fine corso che facendo leva sulla trasversalità delle discipline artistiche potrebbero prevedere l’attuazione di progetti interdisciplinari, in grado di favorire lo sviluppo di competenze integrate e complementari;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>cicli di conferenze dedicate ai grandi temi della storia dell’arte (pittura, cinema, teatro musica ecc.) tenuti da relatori di fama nazionale e internazionale (da invitare di volta in volta a seconda della tematica che si vuole sviluppare) ed aperte sia agli addetti ai lavori, sia alla cittadinanza interessata;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>incontri a “Tema” per consentire a gruppi di persone di condividere le proprie conoscenze ed esigenze di approfondimento nel campo dell’arte e al contempo trovare un’occasione per socializzare i propri bisogni di crescita personale e collettiva;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>eventi dedicati alle singole arti, ma anche a tematiche emergenti e/o di interesse della comunità da decidere di volta in volta;</li>
<li>laboratori d’arte dedicati a persone con differenti disabilità e fasce di età (bambini, adulti e anziani) nella piena consapevolezza che mediante l’arte il disagio possa essere tradotto nel linguaggio universale delle emozioni siano esse espresse con il corpo, con i suoni o con i colori. Tuttavia Il concetto di disabilità, e le relative diagnosi funzionali, sono oggi processi di natura sociale che necessitano di una valutazione individualizzata della persona con menomazione, e pertanto è necessario che qualsiasi intervento di arteterapia, sia pianificato sulle esigenze individuali avvalendosi di equipe composte da medici, psicologi, psicoterapeuti ecc. Questa tipologia di laboratori pertanto necessiteranno di una programmazione più attenta e mirata da effettuarsi in collaborazione con il personale esperto che opera nell’ambito dei servizi socio sanitari della ASL Roma 5;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Come è organizzato</em></p>
<p>Sotto forma di consorzio di associazioni o di nuova costituzione che vede, sostanzialmente, negli associati il coordinamento dello svolgimento delle varie attività. Sarà predisposto uno statuto e un regolamento in conformità delle disposizioni e delle leggi che regolano il terzo settore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Obiettivi generali</em></p>
<ul>
<li>valorizzare e   promuovere   l’arte e la cultura del territorio anche nell’ottica di una trasversalità locale, nazionale ed internazionale;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>promuovere occasioni di incontro finalizzate anche ad un attento esercizio di “ascolto” del sistema dell’arte e dei   suoi   operatori: che cosa manca, che   cosa   va   fatto, che   cosa   si   vorrebbe   fare</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>attività di consulenza/interazione con enti pubblici e privati in un’ottica di networking improntata   alla   condivisione   di   interessi, progetti, strategie;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>individuazione/realizzazione di progetti di collaborazione con associazioni, enti di formazione, organizzazioni culturali;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>individuazione/realizzazione di progetti più   complessi   e  “pubblici” come   l’articolazione   e   la gestione   di   reti   nazionali   e internazionali nel campo della formazione e della mobilità per artisti, curatori e operatori culturali;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>completamento della rete di servizi comunali, attraverso l’offerta ai cittadini di spazi di aggregazione legati alla diffusione della cultura e non solo</li>
</ul>
<p>​</p>
<p><em> Costi e ricavi</em></p>
<ul>
<li>Si dovrebbe prevedere una fase sperimentale, almeno triennale, che utilizzi fondi istituzionali (europei, regionali, comunali ecc.) per consentire l’organizzazione e l’avvio delle attività;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>La sede per la realizzazione dei laboratori dovrebbe essere messa a disposizione gratuitamente da parte del Comune, (almeno nella fase sperimentale e potrebbe essere, ma è solo un’ipotesi, una parte delle strutture del Museo Civico di piazza della Carità nel centro storico di Tivoli);</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><em>Nella fase a regime possono essere previste:</em></li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<ul>
<li>quote associative e contributi per la partecipazione alle attività svolte nei singoli laboratori (pittura, musica, prosa, poesia, teatro, fotografia ecc.) anche allo scopo di costituire “un fondo cassa” per la promozione della cultura e della creatività in genere, oltre, qualora possibile di supporto ad alcuni aspetti del sociale</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NOTE</p>
<p>La presente bozza è soltanto un’indicazione di massima ove far confluire le idee, sulla scorta della propria esperienza, di tutti coloro che ne vorranno far parte con i tempi, le competenze e le modalità che riterranno più opportune</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Referenti del progetto </em></p>
<p>Loreta De Carolis</p>
<p>Maria Antonietta Coccanari De&#8217; Fornari</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Premio Botticelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 16:35:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A novembre 2021 ho partecipato alla  II° edizione del premio Botticelli: &#8220;l&#8217;Arte e la bellezza salveranno il mondo&#8221; La manifestazione si è svolta presso la &#8220;Galleria Centro storico&#8221; di Firenze La galleria,  nata su ispirazione di alcuni intellettuali fiorentini, nel centro storico di Firenze, svolge la sua attività culturale da oltre 30 anni ed è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="widget widget-title">
<p>A novembre 2021 ho partecipato alla  II° edizione del premio Botticelli: &#8220;l&#8217;Arte e la bellezza salveranno il mondo&#8221;</p>
<p id="title-17314893">La manifestazione si è svolta presso la &#8220;Galleria Centro storico&#8221; di Firenze</p>
<p>La galleria,  nata su ispirazione di alcuni intellettuali fiorentini, nel centro storico di Firenze, svolge la sua attività culturale da oltre 30 anni ed è diretta dalla dott.ssa Lucia Mazzetti</p>
</div>
<div class="widget">
<p>critici Alfonso Confalone, Carmelina Rotundo, Ugo Fortini, Sossio Settembre</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="" src="http://www.galleriacentrostorico.altervista.org/alterpages/elite_796_141218115053.jpg#gallery" alt=" ESCAPE='HTML'" width="382" height="253" /></p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>I miei insegnanti: Iolanda Zerboni</title>
		<link>https://loretadecarolis.it/i-miei-insegnanti-iolanda-zerboni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 21:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quell’anno avevo deciso di riprendere in mano i miei pennelli sgangherati, ma dopo tanto tempo mi sembravano vecchi attrezzi arrugginiti e la tela una distesa incolta nella quale non riuscivo a muovere alcun passo. Presi quindi l’iniziativa di iscrivermi al corso di disegno e pittura presso la libera Università &#8220;LUIG&#8221; di Villa Adriana tenuto dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp"></div>
<p><span style="font-size: 16px;">Quell’anno avevo deciso di riprendere in mano i miei pennelli sgangherati, ma dopo tanto tempo mi sembravano vecchi attrezzi arrugginiti e la tela una distesa incolta nella quale non riuscivo a muovere alcun passo. Presi quindi l’iniziativa di iscrivermi al corso di disegno e pittura presso la libera Università &#8220;LUIG&#8221; di Villa Adriana tenuto dal pittore Carlo D’Amore che tanto stimavo. </span>Mi accolse però la notizia che il maestro non avrebbe tenuto il corso e al suo posto sarebbe arrivata una nota pittrice romana di nome Yolanda Zerboni. All’inizio mi dispiacque un po&#8217; ma poi decisi di iscrivermi comunque animata dal desiderio di rincominciare. Si erano iscritte una decina di persone di varie età per lo più al loro primo incontro con la pittura e chi per un motivo chi per un altro avevano tutti una gran voglia di cimentarsi con l’arte figurativa.</p>
<p>Il primo giorno del corso l’insegnante arrivò in ritardo ed entrò nell’aula trafelata tenendo con la mano destra una pesante cartella, mentre con quella sinistra sosteneva un’ingombrate borsa a tracolla. Sotto le braccia teneva stretti un paio di tubi portadisegni e dal suo collo penzolava una pesante sciarpa di lana che arrivava fino a terra. “Scusatemi per il ritardo” disse “ma questa è la prima volta che vengo da sola a Villa Adriana con la macchina  e non ho calcolato bene i tempi di percorrenza”.</p>
<p>Appoggiato il carico sulla cattedra si pose in piedi verso di noi dischiudendo le labbra ad un sorriso che in maniera simmetrica coinvolgeva bocca ed occhi e non abbandonava mai il suo volto.  Se è vero che un sorriso stabilisce una connessione spirituale tra le anime favorendo la comunicazione fra le persone, anche se sono degli sconosciuti, lei ci riuscì pienamente.  Ed inoltre se è anche vero che il sorriso è contagioso, bastarono poche lezioni e fummo subito tutti amici.</p>
<p>Un gruppo di persone che lavoravano alacremente sotto le ali del “maestro” e al contempo si raccontavano il proprio vissuto, snocciolando dubbi ed incertezze, ma anche gioie e speranze. Pure Yolanda ci raccontava i suoi trascorsi di vita in Sud America, a Buenos Aires, in Camerun, in Tailandia, durante i quali aveva costruito la sua filosofia artistica.</p>
<p>Le esperienze a contatto con la natura e le popolazioni autentiche ed incontaminate di quei luoghi le avevano fatto maturare uno stile espressivo candido e gioioso dal quale traspariva il suo animo poetico e sognatore che le consentiva di creare intorno a noi un’atmosfera serena e confortevole nella quale ci sentivamo coccolati ed apprezzati.</p>
<p>Con tutti i mezzi cercava di “traghettare” verso una maggiore consapevolezza il nostro innato senso artistico e il più delle volte ci riusciva pienamente. Ricordo ancora gli esercizi di introspezione che ci faceva fare prima di intraprendere un lavoro con una tecnica a nostra scelta. Clamoroso fu quello di ascoltare per pochi minuti un brano da lei scelto dopo il quale, l’uno all’insaputa dell’altro, rappresentammo tutti un ruscello che scorreva tra gli alberi.</p>
<p>Con grande passione ci invitava alla ricerca di formule espressive nuove asserendo che l’artista è colui che utilizza chiavi di lettura non impiegate da altri e fu molto soddisfatta di me quando incomincia ad incollare sulla tela pezzi di giornale a complemento dei soggetti rappresentati e ancor più quando ci misi la iuta intrisa di vinavil.</p>
<p>Diplomata in “Pittura” presso l’accademia di Belle Arti di via Ripetta, Yolanda Zerboni, che ha esordito nel mondo pubblicitario e dell’illustrazione per bambini, possiede una grande padronanza di tutte le tecniche passando dall’olio alla china, dalla grafite alla tempera, dall’affresco al batik, con la disinvoltura e la leggerezza di una farfalla che di fiore in fiore sintetizza il percorso della vita.</p>
<p>Con il suo stile narrativo e simbolico, denso di accurati e puntigliosi particolari, Yolanda prende per mano l’osservatore e lo conduce nel mondo del fantastico dove la realtà è vista con gli occhi di un bambino che sorride alla vita anche se, a volte, il sorriso si tinge di amaro nel raccontare la donna vista da una visuale maschilista.</p>
<p>Da lei ho imparato a guardare con gli occhi della fantasia che abbatte ostacoli e confini divari e resistenze accomunando le persone in un linguaggio senza luogo e senza tempo. Ho imparato a cogliere la poesia intrinseca nelle piccole cose come quelle di un vissuto semplice e genuino, ma soprattutto ho imparato ad ascoltare i miei sentimenti.</p>
<p><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/con-il-sorriso-di-Yolanda-Zerboni-2013-4-scaled.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-2852" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/con-il-sorriso-di-Yolanda-Zerboni-2013-4-300x225.jpg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/con-il-sorriso-di-Yolanda-Zerboni-2013-4-300x225.jpg 300w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/con-il-sorriso-di-Yolanda-Zerboni-2013-4-1024x768.jpg 1024w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/con-il-sorriso-di-Yolanda-Zerboni-2013-4-768x576.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/con-il-sorriso-di-Yolanda-Zerboni-2013-4-1536x1152.jpg 1536w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/con-il-sorriso-di-Yolanda-Zerboni-2013-4-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>Il brindisi con la pittrice Iolanda Zerboni al termine del corso 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>alla personale della pittrice Iolanda Zerboni (Yolì) &#8211; Roma 2015</p>
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			</item>
		<item>
		<title>le frasi che amo</title>
		<link>https://loretadecarolis.it/le-frasi-che-amo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 07:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’acqua che tocchi nel fiume è l’ultima di quella che è andata e la prima di quella che viene (Leonardo) &#160; Non dare a chi ha fame un pesce… ma insegnagli a pescare (Gesù) &#160; Vivi come se dovessi morire domani&#8230; Impara come se dovessi vivere per sempre (Gandi) &#160; E’ meglio morire in piedi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>L’acqua che tocchi nel fiume è l’ultima di quella che è andata e la prima di quella che viene (Leonardo)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Non dare a chi ha fame un pesce… ma insegnagli a pescare (Gesù)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Vivi come se dovessi morire domani&#8230; Impara come se dovessi vivere per sempre (Gandi)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>E’ meglio morire in piedi che vivere in ginocchio (Emiliano Zapata)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno (Madre Teresa)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all&#8217;improvviso vi sorprenderete di fare l&#8217;impossibile. (san Francesco d’Assisi)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>La mia libertà finisce dove comincia la vostra (Martin Luther King)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Solo l’uomo riesce ad interrompere la musicalità della vita che si perpetua attraverso l’amore (Loreta)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Il non essere considerati è peggio che essere maltrattati come non vivere è peggio che morire (Loreta)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Chi lavora con le sue mani è un lavoratore, chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano chi lavora con le sue mani, la sua testa ed il suo cuore è un artista. (San Francesco d’Assisi)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Che bello se ognuno di noi alla sera potesse dire: oggi ho compiuto un gesto di amore verso gli altri. (Papa Francesco)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Bisogna talvolta indietreggiare per saltare meglio. (San Francesco di Sales)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Non desiderate non essere ciò che siete, ma desiderate essere molto bene ciò che siete. (San Francesco di Sales)</li>
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<li>Dimmi ragazzo solo dove vai, perché tanto dolore? Hai perduto senza dubbio un grande amore ma di amori è tutta piena la città (Mogol Bowie)</li>
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<li>All’ uomo intellettualmente dotato, la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto quello di essere con se stesso e, in secondo luogo, quello di non essere con altri. (Arthur Schopenhauer)</li>
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<li>Con l&#8217;istruzione si sconfigge l&#8217;ignoranza che è alla base della povertà e della fame. (Maria Levi Montalcini)</li>
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<li>Rifiutate di accedere a una carriera solo perché vi assicura una pensione. La migliore pensione è il possesso di un cervello in piena attività che vi permetta di continuare a pensare ‘usque ad finem’, ‘fino alla fine’. (Maria Levi Montalcini)
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<li>preferisco vivere per lavorare  che lavorare per sopravvivere (loreta)</li>
</ul>
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		<title>I miei insegnanti: Anna Benedetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 20:06:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nota pittrice e restauratrice tiburtina, Anna Benedetti, già dirigente della A.N.A.D.I. (Associazione Nazionale Acquerellisti d&#8217;Italia) e della Associazione Pittori Tiburtini, vanta nel suo percorso formativo noti maestri come Bruno Saetti, sotto la cui guida si è diplomata e specializzata in affresco presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia, Mariano Nieto dal quale ha appreso a [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nota pittrice e restauratrice tiburtina, Anna Benedetti, già dirigente della A.N.A.D.I. (Associazione Nazionale Acquerellisti d&#8217;Italia) e della Associazione Pittori Tiburtini, vanta nel suo percorso formativo noti maestri come Bruno Saetti, sotto la cui guida si è diplomata e specializzata in affresco presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia, Mariano Nieto dal quale ha appreso a Valladolid (Spagna) le tecniche del restauro di sculture lignee ed il  Prof. Ernest Kromberg, presso il cui atelier d’arte a via delle colonnette, già studio  di Antonio Canova, ha approfondito le tecniche del Restauro conservativo. I suoi dipinti sono esposti in numerose città italiane tra cui Roma, Venezia, Padova, Milano, Tivoli, ed estere come New York, Parigi, Malta, Monaco, ed apprezzati dalla critica contemporanea. Ma Anna Benedetti non è soltanto pittura e restauro, lei è creatività   pura che rende continuamente manifesta attraverso le innumerevoli iniziative messe in atto dall’associazione culturale “Villa d’Este” da lei stessa fondata e presieduta da oltre vent’anni. Nel suo storico atelier di piazza plebiscito, artisti e persone di ogni estrazione sociale si incontrano e confrontano, ma soprattutto percorrono insieme piccoli tragitti di vita durante le manifestazioni che lei stessa organizza come i periodici convegni sulla “creatività donna” cui ogni donna può partecipare esprimendo la propria inventiva, le “cene con l’ospite” durante le quali il personaggio convenuto parla dei propri lavori, siano essi dipinti, poesie, brani letterari, o semplicemente testimonianze di vite straordinarie per la comunità di Tivoli come quella di Codro Benedetti o di Don Nello del Raso. Proprio partecipando a queste manifestazioni ho maturato un po&#8217; alla volta l’idea di mettere ordine alle cose che avevo scritto e rappresentato fin dalla mia infanzia raggruppandole in “raccolte” di storie, poesie, pensieri e dipinti.</p>
<p>Con la sua spiccata sensibilità figurativa e cromatica e l’approccio paziente e metodico tipici dei più abili maestri del restauro conservativo, Anna Benedetti mi ha insegnato a “guardare dentro” il colore per cercare gli infiniti rossi che possono celarsi in un semplice rosso o gli infiniti gialli in un semplice giallo. Ma soprattutto mi ha guidata nella ricerca della forma attraverso il disegno facendomi scoprire l’importanza della progettazione anche mediante la tecnica della sìnopia.</p>
<p>Nell’ambito dell’associazione culturale da lei coordinata ho conosciuto persone speciali con le quali ho stretto una solidale amicizia come Franco che con il suo sorriso illumina la notte più buia, Gianna che con i suoi placidi pennelli riesce a infondere l’anima sulle tele, Giuseppe che con i suoi click imprigiona attimi di infinito e molti altri che  ringrazio.</p>
<p><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Galleria-dArte-Anna-Benedetti-a-Tivoli.jpg"><img loading="lazy" class=" wp-image-3406 alignleft" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Galleria-dArte-Anna-Benedetti-a-Tivoli-300x221.jpg" alt="" width="428" height="315" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Galleria-dArte-Anna-Benedetti-a-Tivoli-300x221.jpg 300w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Galleria-dArte-Anna-Benedetti-a-Tivoli-1024x755.jpg 1024w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Galleria-dArte-Anna-Benedetti-a-Tivoli-768x566.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Galleria-dArte-Anna-Benedetti-a-Tivoli-1536x1133.jpg 1536w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/Galleria-dArte-Anna-Benedetti-a-Tivoli.jpg 1600w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" /></a></p>
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<p>galleria d&#8217;arte della pittrice Anna Benedetti durante un incontro con i soci &#8211;  Piazza Plebiscito, 1 Tivoli</p>
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		<title>I miei insegnanti: Ennio Bencini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 20:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; &#160; Conobbi questo grande maestro contemporaneo una domenica pomeriggio di oltre dieci anni fa. Fu un incontro telefonico poiché mio marito che negli anni settanta aveva lavorato nella scuola di Bellusco, dove lui insegnava disegno e storia dell’arte, pensò di salutarlo e me lo passò dicendogli che amavo molto dipingere. Dall’altra parte del [&#8230;]</p>
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<figure id="attachment_2825" aria-describedby="caption-attachment-2825" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-large wp-image-2825" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/il-primo-incontro-con-il-maestro-Ennio-Bencini-2017-1024x681.jpg" alt="" width="800" height="532" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/il-primo-incontro-con-il-maestro-Ennio-Bencini-2017-1024x681.jpg 1024w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/il-primo-incontro-con-il-maestro-Ennio-Bencini-2017-300x199.jpg 300w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/il-primo-incontro-con-il-maestro-Ennio-Bencini-2017-768x511.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/il-primo-incontro-con-il-maestro-Ennio-Bencini-2017-1536x1021.jpg 1536w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/il-primo-incontro-con-il-maestro-Ennio-Bencini-2017-2048x1362.jpg 2048w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-2825" class="wp-caption-text">Incontro con il maestro Ennio Bencini &#8211; Palazzo Signorelli, Cortona.</figcaption></figure>
<p>Conobbi questo grande maestro contemporaneo una domenica pomeriggio di oltre dieci anni fa. Fu un incontro telefonico poiché mio marito che negli anni settanta aveva lavorato nella scuola di Bellusco, dove lui insegnava disegno e storia dell’arte, pensò di salutarlo e me lo passò dicendogli che amavo molto dipingere. Dall’altra parte del telefono una voce solare mi disse “che piacere conoscerti collega”, “ma io non sono una collega, mi piace soltanto imbrattare le tele quando riesco a trovare un po&#8217; di tempo e niente più”, risposi.</p>
<p>Scoppiò in un’allegra risata replicando “Se ami l’arte sei un’artista, devi soltanto trovare la formula espressiva che ti è più congeniale, quella che al termine di ogni opera ti fa sentire appagata e al contempo desiderosa di incominciarne un’altra. Anch’io ho impiegato tanti anni a trovarla, sai, ma poi ci sono riuscito e comunque non mi sento mai pienamente soddisfatto e quindi vado sempre alla ricerca di idee nuove soprattutto nella scelta dei materiali”.</p>
<p>Mi fecero molto piacere quelle parole e continuai a conversare con lui come se ci conoscessimo da sempre. “Mi raccomando chiamami ogni volta che hai bisogno di consigli, sarò ben lieto di darteli” mi disse al termine della telefonata e così è stato. Alcuni anni dopo lo incontrai per la prima volta ad una sua mostra personale allestita presso il palazzo Signorelli di Cortona.</p>
<p>Ci accolse con grande affetto ed immediatamente incominciò a snocciolare le note descrittive di ogni quadro man mano che vi ci soffermavamo davanti. Le sue descrizioni erano pagine di filosofia e i miei occhi correvano veloci sulla tela cercando di rincorrere quello che narrava.  Ma la mia mente non reggeva il passo del suo discorrere perché rimaneva aggiogata dalla magia dei colori accostati e sfumati con mirabile maestria spalancando una finestra sull’infinito.</p>
<p>Si era accorto che non riuscivo a seguire appieno le sue spiegazioni e ad un certo punto mi disse “Il mio agente mi rimprovera che io coi miei quadri fò letteratura e questo non va bene. La gente s’aspetta di vedere con una &#8211; natura morta &#8211; una composizione di elementi e null’altro, con una &#8211; donna che legge &#8211;  una donna che legge mentre io dietro un chiodo con la punta colorata di rosso ci narro tutta la passione di nostro signore che si è sacrificato per redimere i peccati dell’umanità e con un chiodo tinto di oro tutto il miracolo della resurrezione fino all’ascesa della nostra anima verso il cielo.</p>
<p>Cercai di replicare che “in fondo l&#8217;arte, in ogni sua manifestazione, è la più alta espressione di creatività e di fantasia con la quale l’artista esteriorizza la propria interiorità puntando dritto verso quella dell’osservatore. Insomma un’opera d’arte è tale se riesce a farci emozionare e comprendere il linguaggio senza tempo e senza luogo della spiritualità. Tu ci riesci pienamente”.</p>
<p>Condivise i miei pensieri e continuammo la serata in pizzeria. Mi affascinò molto notare che avevamo gli stessi gusti culinari ed innaffiavamo in ugual misura la birra. “mi piace mettere l’acqua nel vino o nella birra perché mi sembra di gustarne meglio il sapore”, disse, esprimendo un concetto da me sempre manifestato e mai compreso dagli altri. Raccontando del nostro vissuto, poi vennero fuori tanti di quei punti in comune che sembravamo essere fratello e sorella e questo ci divertiva molto.</p>
<p>Non abbiamo più smesso di raccontarci reciproci episodi di vita quotidiana con l’entusiasmo dello sperimentatore che “guarda oltre”. Una volta mi disse “l’artista è colui che riesce a vedere quello che gli altri non vedono perché guarda con gli occhi dell’anima che troppo spesso, nella maggior parte delle persone rimangono chiusi per tutta la vita”.</p>
<p>Figlio di apprezzato pittore toscano di tradizione post macchiaiola vincitore di numerosi premi insieme a Fontana e De Chirico, Ennio Bencini nelle sue opere rappresenta, infatti, la spiritualità del genere umano e il suo tendere verso Dio. Dal tormento della passione di Cristo che descrive attraverso l’uso di materiali poveri come vecchi chiodi e antichi pezzi di legno, alla pace della resurrezione concretata attraverso legni nuovi e pietre levigate.</p>
<p>Continuamente alla ricerca di formule espressive nuove che stimolano nell’osservatore dapprima la curiosità ma poi lo guidano quasi tenendolo per mano verso la propria interiorità, Ennio ha fatto della simbologia il <em>passepartout per</em> la ricerca della verità essenziale della nostra esistenza e di quella dell’universo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da lui ho imparato a guardare con gli occhi dell’anima e a cogliere il messaggio simbolico in tutto ciò che ci circonda. Ho imparato a scoprire l’intrinseco dualismo della nostra esistenza che a partire da quello della vita e della morte passa attraverso il bene e il male, il bello e il brutto, la notte e il giorno, fino ai continui SI e No che ogni giorno siamo chiamati a pronunciare.</p>
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<p>Ma soprattutto grazie a lui ho capito che nella vita non è possibile “non scegliere” e quindi ho scelto di riprendere in collo i miei pennelli sgangherati e dirigermi verso uno di quei meravigliosi cancelli da lui dipinti, dietro i quali, un giorno mi disse “ci puoi trovare tutto quello che vuoi, purché tu ci “guardi oltre” con gli occhi dell’anima”.</p>
<p><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/le-frasi-delllanima-2-scaled.jpg"><img loading="lazy" class=" wp-image-2858 alignleft" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/le-frasi-delllanima-2-300x199.jpg" alt="" width="390" height="259" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/le-frasi-delllanima-2-300x199.jpg 300w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/le-frasi-delllanima-2-1024x681.jpg 1024w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/le-frasi-delllanima-2-768x511.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/le-frasi-delllanima-2-1536x1021.jpg 1536w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/02/le-frasi-delllanima-2-2048x1362.jpg 2048w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /></a></p>
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<p>vicino ad un&#8217;opera di Ennio Bencini &#8211; Cortona</p>
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		<title>presentazione del sito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 16:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; da molto tempo che desideravo condividere con gli amici il mio cammino creativo, proprio quello che alcuni ritengono sia collocato nell&#8217;emisfero destro del cervello. La via dell&#8217;emotività, dunque, che la maggior parte di noi ogni giorno sfiora, per poi tirare dritto dicendo a sé stesso &#8220;Dopo&#8221;. Dopo, perché bisogna prima studiare e poi cercare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da molto tempo che desideravo condividere con gli amici il mio cammino creativo, proprio quello che alcuni ritengono sia collocato nell&#8217;emisfero destro del cervello. La via dell&#8217;emotività, dunque, che la maggior parte di noi ogni giorno sfiora, per poi tirare dritto dicendo a sé stesso &#8220;Dopo&#8221;. Dopo, perché bisogna prima studiare e poi cercare il lavoro, e poi lavorare per non perderlo, e poi accudire   figli, e poi i nipoti e poi i genitori anziani e di dopo in dopo e di poi in poi la sabbia della nostra creatività ci scorre tra le dita perdendosi nel vuoto. Quella sabbia che proviene dal profondo dell&#8217;animo e sulla quale gli artisti imparano a camminare fin da piccoli rimanendovi ancorati per tutta la loro esistenza.</p>
<p>Stringendo forte i granelli di sabbia rimasti nelle mie mani, ho cercato di metterli in ordine sistemandoli in categorie:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>storie dall&#8217;Orto</strong> animate dai personaggi fantastici ispirati al mondo contadino con i quali mia madre voleva trasmettermi gli insegnamenti a lei più cari come l’amicizia, la solidarietà, l’uguaglianza e l’accettazione del diverso, ma soprattutto l&#8217;amore ed il rispetto per la natura;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>storie dall&#8217;Aia</strong> con le quali, ambientandole in una grande cascina, sulle colline del Chianti, mio padre voleva insegnarmi i valori nei quali credeva come il senso del dovere, il rispetto per il prossimo, l&#8217;altruismo, la condivisione, ma soprattutto la gioia di vivere una &#8220;vita in prima persona&#8221;;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>storie dal muretto</strong> che riportano alla luce frammenti di emozioni condivise con le persone insieme alle quali mi sono seduta sui tanti &#8220;muretti&#8221; della mia adolescenza;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>opere pittoriche</strong> che sperimentano attraverso i colori, formule espressive diverse con le quali poter rappresentare il mutevole rincorrersi dei sentimenti al succedersi delle stagioni della vita;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>le mie poesie</strong> che vogliono, attraverso “pensieri liberi”, raccontare le emozioni che si inseguono senza mai raggiungersi tra le pieghe dell’animo umano;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>News </strong>per meglio condividere i granelli di sabbia che, un po&#8217; alla volta, cercherò di trattenere nelle mie mani con l’auspicio che riescano a portarne con sé tanti altri  sottraendoli all’oblio della ragione.</p>
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