……mi seguivano come pulcini ed io li accompagnavo con le mie ali, ma ora che il morbido piumino ha lasciato il posto al piumaggio definitivo mi piace vederli come uccelli pronti a volare verso nuovi orizzonti.
Il Cigno simbolo di bellezza, fedeltà e purezza, ma anche di forza e coraggio è dedicato a Giammarco
legato all’acqua dove nuota, all’aria dove vola, e alla terra dove si posa, il cigno trae dal fuoco del sole il potere per controllare questi tre elementi ed è universalmente considerato il simbolo degli opposti, della mutazione e del cambiamento che permettono la trasformazione e la crescita dell’anima.
Dalla Grecia antica passando per l’Asia così come per i popoli slavi e germanici e per i nativi americani, il cigno è l’uccello immacolato il cui candore, energia e grazia ne fanno una rappresentazione vivente della luce. Benefico e sacro possessore di poteri magici legati alla musica e al canto, uniti ai poteri terapeutici del sole e dell’acqua, il cigno rappresenta la luce interiore dello spirito umano. (da web)
Non tardarono di certo a rendersi manifeste le sue capacità legate alla musica e al canto lasciando tutti sbalorditi quando poco più che adolescente Giammarco incominciò a comporre brani musicali e a cantarli. Si dedicava allo studio della musica con estrema dedizione e in men che non si dica incominciò a calcare i palcoscenici.
Ricordo ancora quella sera quando i riflettori del palco si diressero su di lui per la prima volta. Era concentrato su sé stesso con la fronte appoggiata sul microfono come un cigno pronto a darsi la spinta per spiccare il volo. Quando le note incominciarono a riecheggiare tutto intorno le maestose ali del suo spirito si spiegarono verso l’alto.
Mi sembrava di vederle librare nell’aria con l’eleganza e la leggerezza del cigno e in pochi attimi fu padrone assoluto della scena. Si sentiva perfettamente a suo agio in mezzo alla folla pur riuscendo a mantenere la sua individualità.
Come il cigno anche Giammarco riconosceva l’importanza della solitudine personale necessaria per ricaricarsi e trascorreva lunghi periodi con sé stesso per poi librarsi di nuovo tra le note in una incessante evoluzione dello spirito.
Giammarco il giorno della sua laurea
