……………………..Guardando in basso, la zia Rina riusciva a malapena a distinguere le sagome degli amici dell’orto che dormivano ancora e, aspettando il loro risveglio, dolcemente si appisolò. Fu la prima ad aprire gli occhi quando i raggi di sole lambirono il fogliame. Non le sembrava vero di poter osservare gli amici dell’orto da una visuale nuova. “Amici! è ora di svegliarsi!” allegramente e felicemente gridava, ma nessuno capiva da dove provenisse la sua voce. Incuriositi la cercavano tutto in torno, in basso tra i grandi cocomeri, in mezzo alle erbe aromatiche, tra i ciuffi delle carote e le foglie delle cipolle, ma senza riuscire a scorgerla.
“Sono qua, in alto, vicino al cielo! che bello vedervi tutti assieme! quasi stento a riconoscervi! Cugino cocomero non avrei mai immaginato che tu fossi così grande! cugina zucca ora capisco perché ti chiamano zucca quintale! E così continuò a chiamarli uno ad uno tra l’incredulità e lo stupore di tutti.
A naso in su e a bocca aperta ognuno stentava a credere che si potesse trattare di Rina anche perché non capivano come fosse riuscita in una sola notte ad arrivare così in alto. Man mano che ognuno familiarizzava con la sua nuova posizione incominciava anche ad ammirare la sua regale bellezza e ben presto l’orto fu animato da un rincorrersi di voci, esclamazioni ed infine applausi alla coraggiosa amica che aveva lasciato l’abituale dimora per occuparne una dalla quale avrebbe potuto vegliare su di loro.
Insomma l’ardita impresa della zia Rina aveva portato nell’orto armonia e felicità e le consociazioni da lei messe in opera nel rispetto delle esigenze di tutti gli amici dell’orto sono divenute le regole adottate da tutti i coltivatori all’avanguardia.
