………………………Man mano che salivano l’emozione aumentava sempre di più e tutte le loro penne, da quelle più lunghe delle ali e della coda a quelle più corte del petto e del collo, fremevano al pensiero di librarsi nel cielo infinito. Rubor dal basso li incitava a lasciarsi andare ma i cinque rondinotti esitavano fino a quando il pero con un ramo non ne spinse uno.

Dapprima cadde di peso, ma poi, poco prima di raggiungere il suolo le sue ali lunghe ed appuntite si aprirono insieme alla coda biforcuta ed il suo corpo allungato e aereodinamico cominciò ad innalzarsi sempre di più per poi tornare verso il basso con traiettorie circolari. Ad ogni giro la giovane rondine emetteva forti garriti di gioia che si alternavano ai frequenti “gloup” degli insetti catturati in volo.

“Brava! Brava Primula”, così pensò di chiamarla, “porta con te anche i tuoi fratelli!” Gridava con grande entusiasmo Rubor dal basso. Ogni volta che scendeva in picchiata per poi cabrare di nuovo verso l’alto Primula volava radente alle fronde del grande pero sfiorando con le ali i suoi fratelli che ben presto uno dopo l’altro la seguirono mettendo in atto le loro innate capacità di volteggiare.

 

 

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