Storie dall’orto: prefazione

Dedico questa raccolta a tutte le mamme del mondo che in ogni tempo e in ogni luogo da sempre raccontano storie ai loro bambini, quasi sempre di sera per aiutarli a prendere sonno. Non c’è niente, infatti, di più rassicurante dell’ascoltare la voce dei propri genitori nel momento in cui si lasciano le certezze della giornata per dirigersi verso il magico mondo del sonno.

 

Poco importa che la storia sia avventurosa come quella di Peter Pan, o minacciosa come quella di cappuccetto rosso, o addirittura avvilente come quella di cenerentola. Del resto c’è da dire che la maggior parte delle storie raccontate in ogni tempo hanno sempre un lieto fine che scarica la tensione accumulata durante il racconto.

 

A tale proposito, però, mi sono sempre chiesta che cosa possa accadere se il bambino si addormenta prima che giunga il lieto fine. Magari prima che i cacciatori uccidano il lupo che ha mangiato la nonna o prima che Biancaneve, perduta nel bosco, trovi la casa dei sette nani o ancora prima che Cenerentola riesca a calzare la propria scarpetta. Chissà! Magari durante il sonno si potrebbero fare quei brutti sogni che chiamano incubi notturni, ma questo bisognerebbe chiederlo ad un esperto della tematica.

 

Per quanto mi riguarda io non ho corso questo pericolo durante la mia infanzia perché la mia mamma le storie non me le raccontava di sera per farmi addormentare bensì la mattina, per farmi svegliare. Non so se questa scelta era voluta affinché avessi la compagnia, durante la giornata, dei personaggi narrati o semplicemente perché la sera crollava dal sonno prima che potesse soltanto pensare la storia da raccontarmi.

 

In estate lei si alzava ancor prima che il sole sorgesse per coltivare l’orto e quando il sole era ormai alto rientrava in casa con un grande cesto di vimini colmo di ortaggi e frutti. Lo appoggiava sul lavandino, prendeva un ortaggio o un frutto a caso, lo appoggiava sul tavolo ed incominciava a chiamarmi mentre mi preparava la colazione. “Sveglia il sole è ormai alto! Vieni a fare colazione! Ho una bella storia da raccontarti l’ho appena ascoltata dagli amici dell’orto!

 

Insonnolita mi sedevo davanti alla tazza di latte con l’orzo mentre la mamma mi imburrava il pane o le fette biscottate per metterci sopra la marmellata fatta in casa da lei.  “Guarda come è bella questa zucchina con la sua meravigliosa corona giallo oro”, mi diceva tenendola dritta dentro un bicchiere per renderla meglio visibile e così faceva anche con numerosi altri ortaggi. I frutti delle piante rampicanti come i fagiolini, i piselli e i pomodori, raccolti con una parte dello stelo, invece li appendeva sul collo di una lunga bottiglia affinché pendessero nel senso della lunghezza in tutto il loro splendore.

 

E che dire delle ciliegie, quelle più grandi le appendeva due a due sulle mie orecchie come fiammeggianti orecchini e le altre le legava strette, nel mezzo di una corona di foglie, con il filo da cucito. “Questo meraviglioso bouquet lo puoi conservare per quando ti sposi”, mi diceva porgendomelo, “oppure, se vuoi, puoi mangiarlo a metà mattinata, tanto per sposarti c’è ancora tempo”.

 

Era così bello il bouquet di ciliegie che non mi stancavo mai di guardarlo. Prima da tutte le angolazioni facendogli occupare posizioni diverse rispetto al mio sguardo poi andando a cercare abbinamenti con i più svariati colori. Le numerose sfumature di rosso delle ciliegie “varietà ravenna”, che vanno dal rosa, all’arancio, dall’amaranto al carminio rese scintillanti dalla luce riflessa dalla loro superfice liscia e arrotondata impreziosivano qualunque cosa alla quale le avvicinassi.

 

Gli abbinamenti più belli erano quelli con il bianco della tovaglia, che metteva in risalto la potenza dei rossi e con il nero della gonna di mia madre che faceva esplodere gli scintillii della luce riflessa.  Ma di certo quello più emozionante era con il verde delle proprie foglie che sprigionava tutta l’armonia e la magia dell’estate.

 

A volte la mia ricerca di sensazioni cromatiche proseguiva per tutta la mattinata, ma quando poteva ritenersi abbastanza soddisfatta la golosità prendeva il sopravvento e divoravo una dietro l’altra tutte le ciliegie onde evitare che il sopraggiungere del rimorso di aver sostituito il “bello con il “buono” mi impedisse di mangiarne ancora.

 

Insomma il mio risveglio, in estate, avveniva tra una sinfonia di colori, profumi e personaggi di storie fantastiche che mi accompagnava per tutta la giornata donandomi una grande sensazione di gioia e un grande desiderio di correre nel mondo della fantasia insiemi agli eroi che solo i bambini riescono a vedere ed amare senza mai sentirsi soli anche quando non ci sono altri bambini nel vicinato con cui giocare come accadeva a me.

 

Tutte le storie provenienti dall’orto le ho raccontate ai miei figli, una per ogni sera, con il finale spesso “libero” ovvero affidato alla loro fantasia che riusciva sempre a renderlo avvincente ed emozionante anche se loro nell’orto non c’erano mai stati.

 

Lo stesso voglio farlo con tutti coloro che vorranno scoprire i sorprendenti benefici di coltivare un orto. Che lo si faccia nel giardino o sul balcone di casa, poco importa, gli amici verdi sapranno comunque donare gioie intense e sconosciute.