………………………Come un fulmine il nonno Vincenzo cominciò a roteare intorno alla canna sulla quale il suo fusto era avvolto e srotolandolo completamente si diresse verso le fiamme sulle quali cominciò a rotolare avanti e indietro per spegnerle. Infatti, poiché la combustione (dal latino combustio-onis ovvero bruciamento) è una reazione chimica che comporta la trasformazione di un combustibile, come l’erba secca, in fiamma per mezzo di un comburente, come l’ossigeno dell’aria, così facendo il nonno impedì all’ossigeno di combinarsi con l’erba per farla bruciare.
Ben presto anche gli altri pomodori lo raggiunsero e proprio come una squadra di valorosi pompieri riuscirono a soffocare le minacciose lingue di fuoco. Ma aimè, una piccola scintilla era sfuggita all’ardita impresa ed aveva raggiunto il plaid dei ragazzi proprio dove era seduta Marianna, una graziosa fanciulla dai lunghi capelli biondi che non si era accorta della minaccia.
Grande fu la gioia del nonno Vincenzo che oltre ad aver salvato la giovane Marianna da una imminente tragedia era riuscito a far capire a quei ragazzi che fumare è sbagliato!”. Grande fu anche la gioia di tutti gli amici dell’orto che lo acclamarono il “miglior pompiere verde” mai esistito nella storia degli ortaggi tramandando, orgogliosi, la sua impresa fino ai giorni nostri e, chissà per quanti altri ancora, alle generazioni future.
