…………………Zeota felice incominciò a ballare sulle sue due radici accompagnata dalle tenere vibrazioni della restante parte delle fronde.

Ma le note emesse dalle foglie non erano sufficientemente intense da poter raggiungere ogni parte dell’orto e così mi rivolsi ai frutti e fiori che potenzialmente potevano produrre musica. “forza pigroni rallegriamo questa serata nella quale gli amici dell’ipogeo e quelle dell’epigeo sono finalmente insieme! Forse è la prima volta nella storia dell’agricoltura che avviene tale evento e dobbiamo contribuire a renderlo memorabile!”.

Fu allora che uno ad uno i baccelli dei fagioli borlotti, aprirono lentamente le loro teche ed i variegati semi cominciarono a muoversi come l’antica e leggera tastiera di un pleyel, il pianoforte tanto amato da Chopin.  Fecero seguito la candida tastiera dei fagioli cannellini e quella verde dei magici piselli accompagnate dalla quella più squillante delle fave che come un antico clavicembalo pizzicava note che facevano sognare.

La luna che splendeva alta nel cielo stellato fu incuriosita dalle vellutate melodie che le giungevano dall’orto e per ascoltarle meglio si fece vicina vicina. Ne rimase immediatamente affascinata e tirando fuori dalla sua luminosa corona un lunghissimo raggio incominciò a dirigere le ardite tastiere dando loro il tempo per splendide sonate.

Le più belle melodie di tutti i tempi e di tutti i generi pervasero l’intero paese e tutti gli abitanti credettero di sognare. Anche le stelle si fecero vicine per ascoltarle e siccome sono molto chiacchierine, chissà a quanti musicisti le hanno raccontate e a quanti ancora le racconteranno.

 

 

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