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	<title>Opere Archivi - Loreta De Carolis</title>
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	<description>Pittrice e Scrittrice</description>
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		<title>Verso la pace olio e collage su tela 50X70</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 14:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>questa opera è stata realizzata in occasione di un concorso di pittura intitolato alla Pace. Naturalmente non ha vinto però sono convinta della forza intrinseca nel suo messaggio. &#8220;la spirale di violenza innescata nella notte dei tempi (Caino e Abele) ha attraversato tutti i tempi e tutti i luoghi della terra. Soltanto le nuove generazioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>questa opera è stata realizzata in occasione di un concorso di pittura intitolato alla Pace. Naturalmente non ha vinto però sono convinta della forza intrinseca nel suo messaggio. &#8220;la spirale di violenza innescata nella notte dei tempi (Caino e Abele) ha attraversato tutti i tempi e tutti i luoghi della terra. Soltanto le nuove generazioni (il campo di grano) potranno farla virare verso i colori della pace (arcobaleno). La rinascita di pace (colomba che porta le spighe) deve però poter volare insieme all&#8217;amore per il prossimo (mano tesa in segno di aiuto) e questo tocca a noi trasmetterlo.</p>
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		<title>Fico d’india all’alba – olio su tela 40X50</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 14:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Simbolo di prosperità, fecondità, perfezione e bellezza, questa pianta, considerata sacra dagli Aztechi, giunse in Europa con Cristoforo Colombo. Nell’anno 827 però era già tata introdotta dai saraceni in Sicilia dove ne divenne parte integrante del paesaggio. Molto resistente al caldo e alle avversità climatiche, attecchisce facilmente anche in terreni poveri tanto che, a fronte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><br class="html-br" />Simbolo di prosperità, fecondità, perfezione e bellezza, questa pianta, considerata sacra dagli Aztechi, giunse in Europa con Cristoforo Colombo. Nell’anno 827 però era già tata introdotta dai saraceni in Sicilia dove ne divenne parte integrante del paesaggio. Molto resistente al caldo e alle avversità climatiche, attecchisce facilmente anche in terreni poveri tanto che, a fronte dei recenti cambiamenti climatici e demografici, la FAO ha incluso i fichi d’India tra i cibi del futuro.<br class="html-br" />Dunque il fico d’india incarna pienamente “il vecchio che resiste all’avanzata del nuovo” e in questa opera il “passaggio” avviene nella magica atmosfera della natura incontaminata.</p>
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		<title>Omaggio a Villa D’Este: Zeus &#8211; olio su OSB 40X60 &#8211; 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 09:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;&#8230;A quei tempi le ragazzine non uscivano molto e soprattutto mai di sera. Con mia cugina prendevamo l’autobus, linea B, a Villa Adriana, quando la calura faceva luccicare l’asfalto, e scendevamo a Tivoli davanti al “Bar Pica” di Piazza Garibaldi. Frettolose e contente ci dirigevamo verso la Villa, curiosando tra le bancarelle dei souvenir fino [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8230;A quei tempi le ragazzine non uscivano molto e soprattutto mai di sera. Con mia cugina prendevamo l’autobus, linea B, a Villa Adriana, quando la calura faceva luccicare l’asfalto, e scendevamo a Tivoli davanti al “Bar Pica” di Piazza Garibaldi. Frettolose e contente ci dirigevamo verso la Villa, curiosando tra le bancarelle dei souvenir fino a fermarci davanti al portone dei frati della chiesa di San Francesco dove la nostra amica Daniela si trovava insieme a sua madre che lavorava da loro e la domenica si fermava a preparargli il pranzo. Felici correvamo tutte e tre giù per le scale e attraversando gli appartamenti nobili in un baleno ci trovavamo immerse nella frescura del sontuoso giardino rinascimentale dove gli zampilli di acqua facevano da cornice alla folta vegetazione e ai monumentali alberi ad alto fusto. Il nostro passo diveniva più lento trasformandosi in una piacevole passeggiata tra risate e scherzi d’acqua senza mai saltare i ripetuti giretti sotto la cascata dell’ovato. Arrivate in fondo non potevamo fare a meno di una lunga sosta sui sedili della piazzetta dei cipressi secolari prima di riprendere il percorso del ritorno. Mi piaceva immaginare la villa brulicante di dame e accompagnatori dediti a divertirsi per onorare l’invito di Ippolito d’Este e quando imboccavo una delle due scalinate che si dipartono dalla fontana dei draghi simulavo il gesto che forse le dame facevano per non inciampare nei loro lunghi abiti. Certo aver trascorso tante domeniche all’interno di una Magnifica opera di epoca rinascimentale, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ha reso magica la mia prima adolescenza e pertanto quando mi è stato proposto di renderle omaggio attraverso la riproduzione di soggetti che si trovano al suo interno, ho accettato immediatamente. Avevo visto le immagini tratte dalle pareti affrescate di alcune stanze di Villa D&#8217;Este e mi ero soffermata su quelle delle divinità greche raffigurate sulle pareti della <em>prima sala tiburtina </em>dove viene trattata la leggenda delle origini di Tivoli. L&#8217;Autore, Cesare Nebbia, allievo di Girolamo Muziano cui nel 1565 era stato affidata l&#8217;organizzazione del cantiere decorativo della Villa,  aveva posto le principali divinità romane all&#8217;interno di finte nicchie. A me è piaciuto inserirle davanti a scorci del nostro territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_3996" aria-describedby="caption-attachment-3996" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Vulcano-scaled.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-3996" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Vulcano-206x300.jpg" alt="" width="310" height="452" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Vulcano-206x300.jpg 206w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Vulcano-702x1024.jpg 702w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Vulcano-768x1121.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Vulcano-1053x1536.jpg 1053w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Vulcano-1403x2048.jpg 1403w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Vulcano-scaled.jpg 1754w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3996" class="wp-caption-text">Vulcano sulle rive del fiume Aniene.  Sullo sfondo il tempio della Sibilla</figcaption></figure>
<figure id="attachment_3994" aria-describedby="caption-attachment-3994" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Cerere-scaled.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-3994" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Cerere-203x300.jpg" alt="" width="310" height="457" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Cerere-203x300.jpg 203w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Cerere-694x1024.jpg 694w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Cerere-768x1133.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Cerere-1041x1536.jpg 1041w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Cerere-1388x2048.jpg 1388w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Cerere-scaled.jpg 1735w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3994" class="wp-caption-text">Cerere ai bordi di un campo di grano. Sullo sfondo il Canopo di Villa Adriana</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-scaled.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-3993" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-203x300.jpg" alt="" width="310" height="457" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-203x300.jpg 203w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-694x1024.jpg 694w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-768x1133.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-1041x1536.jpg 1041w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-1388x2048.jpg 1388w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-scaled.jpg 1735w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a></p>
<p>Venere con puttino inserita in uno scorcio del giardino rinascimentale.</p>
<p>Sullo sfondo la facciata anteriore di Villa D&#8217;este dietro la quale si intravede il campanile della chiesa di San Francesco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Bacco-scaled.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-3991 alignnone" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Bacco-192x300.jpg" alt="" width="310" height="485" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Bacco-192x300.jpg 192w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Bacco-654x1024.jpg 654w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Bacco-768x1202.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Bacco-981x1536.jpg 981w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Bacco-1308x2048.jpg 1308w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Bacco-scaled.jpg 1635w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a></p>
<p><span style="font-size: 14px;">Bacco inserito in un oliveto tiburtino</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_3992" aria-describedby="caption-attachment-3992" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-dormiente-scaled.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-3992" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-dormiente-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-dormiente-300x199.jpg 300w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-dormiente-1024x678.jpg 1024w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-dormiente-768x509.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-dormiente-1536x1017.jpg 1536w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-dormiente-2048x1356.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3992" class="wp-caption-text">la fontana di Venere incastonata in una nicchia con rami di foglie e mele cotogne</figcaption></figure>
<p><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-scaled.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3993" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-203x300.jpg" alt="" width="5" height="7" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-203x300.jpg 203w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-694x1024.jpg 694w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-768x1133.jpg 768w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-1041x1536.jpg 1041w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-1388x2048.jpg 1388w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2024/05/Villa-DEste-Venere-scaled.jpg 1735w" sizes="(max-width: 5px) 100vw, 5px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dedicato a Chopin – olio su tela 40X60 &#8211; 2016</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 08:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>…ed è forse per tale motivo che i fiori di peonia vengono associati all’immortalità. Sbocciano una sola volta l’anno e per alcune settimane, ma la loro bellezza raggiunge il più profondo dell’animo infondendo sensazioni di pace e serenità proprio come le note di Chopin.  Ho ascoltato per la prima volta un brano di questo geniale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>…ed è forse per tale motivo che i fiori di peonia vengono associati all’immortalità. Sbocciano una sola volta l’anno e per alcune settimane, ma la loro bellezza raggiunge il più profondo dell’animo infondendo sensazioni di pace e serenità proprio come le note di Chopin.  Ho ascoltato per la prima volta un brano di questo geniale compositore e pianista polacco, ad una festa quando ero poco più che adolescente. Fui immediatamente rapita dal senso di dolcezza e tranquillità che quella composizione emanava e rimasi immobile ad ascoltarla. “Ti piace? mi chiese Paolo, il figlio della “padrona di casa”, che aveva messo il long play. “E’ una composizione per pianoforte di Frederic Chopin. Si chiama  Notturno op. 9 n. 2 e fa parte di una raccolta di 21 brani che questo poeta del pianoforte ha composto durante la sua breve vita per celebrare la notte” continuò. Durante tutta la serata seguitò a raccontarmi molte cose sulla vita di Chopin ed il mio cuore traboccava di emozione come se avessi conosciuto il primo amore. Provai perfino una sensazione di gelosia quando si soffermò a narrarmi di George Sand che mi apparve subito vuota ed egoista. Negli anni che seguirono furono certamente molto poche le occasioni di ascoltare la musica del geniale compositore. Mi capitava negli occasionali concerti organizzati, per lo più in prossimità del Natale e della Pasqua, da associazioni culturali tiburtine, ma ogni volta che ascoltavo il tocco vellutato e cristallino, dei suoi notturni, le mie emozioni si inseguivano come le note sulla tastiera e al termine dell’ascolto la mia anima era colma della più intensa gioia di vivere. Infinite volte mi sono chiesta come sia possibile che un rincorrersi di suoni possa aprire le porte della nostra anima scardinano anche le più nascoste, e soprattutto come abbia potuto farlo un uomo avendo aperto le sue. Sono questi interrogativi che mi hanno fatto maturare il senso dell’universalità e dell’immortalità della nostra anima, quell’astrazione che si concretizza, e poi neanche tanto, attraverso i nostri sentimenti. Mi sono anche chiesta infinite volte se avessi mai potuto dedicare un pensiero di ringraziamento a questo poeta dell’anima attraverso i miei pennelli sgangherati. Realizzai un ritratto copiando dalla nota foto di Louis-Auguste Bisson fatta intorno al 1847 che però mostrava il pianista psicologicamente tormentato e fisicamente segnato dalla malattia. La mia tela non gli rendeva omaggio in alcun modo e pensai dunque di dedicargli un dono della natura come un fiore o un animale che sorgendo da uno sfondo nero potesse raccontare la dimensione del silenzio che lui intendeva evocare con i suoi notturni. Per anni, anzi per decenni una tela 40&#215;60 colorata di nero ha vagato per la mia casa con sopra la bozza ora di una rosa, ora di un giglio, a volte di un’aquila oppure di un gabbiano, ma senza mai essere completata. Finalmente nel 2016, anno in cui il mio animo si è spalancato alla gioia con la laura dei miei figli e nel mio giardino sono sbocciati da una pianta di peonie interrata almeno dieci anni prima, quattro magnifici fiori, ho maturato l’idea di questa tela. Che cosa più dell’emblema dell’eternità come i fiori di peonia avrebbe potuto rendergli omaggio? Che cosa più dei diafani petali avrebbe mai potuto rendere l’idea dell’impalpabile carezza della sua musica? e che cosa più del volo di un gabbiano avrebbe mai potuto innalzare verso il cielo la poesia dei suoi sentimenti?</p>
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		<title>Preghiera Olio su tela e collage 60&#215;70  2014</title>
		<link>https://loretadecarolis.it/preghiera-olio-su-tela-e-collage-2016/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2022 15:13:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sua vita è stata, infatti, una continua preghiera. Non un attimo del giorno e della notte, che non avesse tra le mani il rosario da lui stesso definito “lo strumentuccio per spalancare le porte del cielo”. Non lo lasciava neppure per lavarsi le mani e quando gli si chiese se recitasse tre o quattro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://loretadecarolis.it/preghiera-olio-su-tela-e-collage-2016/">Preghiera Olio su tela e collage 60&#215;70  2014</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://loretadecarolis.it">Loreta De Carolis</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sua vita è stata, infatti, una continua preghiera. Non un attimo del giorno e della notte, che non avesse tra le mani il rosario da lui stesso definito “<em>lo strumentuccio per spalancare le porte del cielo”</em>. Non lo lasciava neppure per lavarsi le mani e quando gli si chiese se recitasse tre o quattro rosari al giorno egli rispose: “<em>Che tre o quattro! Cento, duecento … ogni giorno…</em>”.</p>
<p>A chi altri avrei potuto rivolgere la mia “preghiera” per allontanare le piaghe inflitte all’umanità dall’ingordigia di potere degli uomini senza anima. Piaghe per cui la ragione non riesce a trovare un perché e scorge soltanto risposte palleggiate tra politici e governi senza patria e senza tempo.</p>
<p>Ho realizzato questa tela in occasione di una mostra di beneficienza a favore, dell’associazione “amici del Benin” che, attiva sul territorio nazionale fin dal 1998, si prefigge di alleviare le sofferenze della popolazione di questo paese africano con particolare attenzione ai bambini orfani. Insieme a Rino Todero e Fulvio Cavaliere, ero riuscita ad invitare 45 pittori ognuno dei quali partecipava con due opere mettendone una a disposizione per l’asta finale.  Il banditore era uno dei più noti di quel periodo a via Margutta, ma per quanto fosse bravo la mia tela non fu comprata e così la diedi in dono al presidente dell’associazione, padre Giulio Cerchietti, pregandolo di farne buon uso per i bambini delle missioni da lui coordinate nel Benin.</p>
<p><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/09/Padre-Pio.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-3959 alignleft" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/09/Padre-Pio.jpg" alt="" width="228" height="298" /></a></p>
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<p><em> “Non appena mi pongo a pregare, subito sento che l’anima incomincia a raccogliersi in una pace e tranquillità da non potersi esprimere a parole”</em> (Padre Pio)</p>
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<p><a href="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/09/casa-sollievo-della-sofferenza.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-3960 aligncenter" src="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/09/casa-sollievo-della-sofferenza-300x182.jpg" alt="" width="474" height="288" srcset="https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/09/casa-sollievo-della-sofferenza-300x182.jpg 300w, https://loretadecarolis.it/wp-content/uploads/2022/09/casa-sollievo-della-sofferenza.jpg 457w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></p>
<p>Tra gli eventi straordinari attribuiti all’umile frate di Pietrelcina, che ha dedicato la vita alla preghiera per intercedere tra l’umano e il divino, può essere annoverata la sua opera terrena più grande: “l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza” da lui fortemente voluto per curare e sostenere tutte le persone che soffrono nel corpo, oltre che nello spirito, soprattutto se povere.</p>
<p>Il riconoscimento ad Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico &#8211; IRCCS, ha rappresentato il completamento operativo del suo pensiero ispiratore che voleva la ricerca parte integrante ed attiva del progresso scientifico, nell’impegno professionale dei medici che operavano nella “Casa”, da lui definita “<em>la pupilla dei miei occhi</em>”.</p>
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		<title>Iris Marsica olio su lamellato OBS 40&#215;60 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 14:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Questo splendido fiore, chiamato comunemente giaggiolo, ha accompagnato tutta la mia infanzia perchè ce n&#8217;era un&#8217;enorme cespuglio proprio vicino alla rete di recinzione del nostro giardino. Ogni anno era sempre più grande e mia madre cercava di sfoltirlo regalando parte dei  rizomi a chiunque li volesse. Gli appariscenti fiori color viola intenso, che fieri svettavano [&#8230;]</p>
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<div class="primo_paragrafo">
<p> Questo splendido fiore, chiamato comunemente giaggiolo, ha accompagnato tutta la mia infanzia perchè ce n&#8217;era un&#8217;enorme cespuglio proprio vicino alla rete di recinzione del nostro giardino. Ogni anno era sempre più grande e mia madre cercava di sfoltirlo regalando parte dei  rizomi a chiunque li volesse. Gli appariscenti fiori color viola intenso, che fieri svettavano sul glauco groviglio di foglie lanceolate, mi facevano compagnia dall&#8217;inizio della primavera fino all&#8217;autunno e stargli vicino mi procurava sensazioni di benessere e rassicurazione. Soltanto più tardi ho saputo che le leggende su questo fiore risalgono all’antica Grecia dove, secondo la mitologia, la dea Iris, messaggera degli dei e personificazione dell’arcobaleno, collegava il cielo alla terra e quindi l’umanità all&#8217;Olimpo. Gli Egizi attribuivano all’iris virtù magiche e in Giappone si crede che abbia il potere di purificare il corpo e di proteggere la famiglia. Insomma da sempre nell&#8217;immaginario umano l&#8217;iris trasmette sentimenti profondi e positivi come la fiducia, l’amicizia, la verità, ma soprattutto la saggezza e la speranza. L&#8217;iris è contemplato anche nell&#8217;iconografia cristiana come simbolo di fede, di coraggio e di sapienza in quanto la presenza, nel suo fiore, di tre petali in posizione verticale, tre girati verso il basso, e tre boccioli per ogni stelo, richiama la Trinità. (da Web)</p>
<p>Quando iniziai a riprodurre un cespuglio di iris marsica sul paesaggio della mia infanzia mi accorsi quanto fosse difficile rendere l&#8217;ida della sinuosa leggerezza dei suoi petali e come invece ci fosse  riuscito mirabilmente Van Gogh. Mi limitai quindi a riprodurne soltanto  una manciata anche se sono certa che prima o poi ci riproverò.</p>
<p><em>L&#8217;opera è stata donata al professore Paolo Maria Rossini, dai componenti di un tavolo di lavoro ministeriale, di  cui facevo parte, da lui sapientemente coordinato. L&#8217;iris bianco del mio cespuglio forse è proprio lui</em></p>
</div>
<p><img loading="lazy" class="immaginesx" src="https://www.giardinaggio.net/fiori/significato-dei-fiori/iris_NG5.jpg" alt="iris van gogh" width="388" height="301" longdesc="https://www.giardinaggio.net/fiori/significato-dei-fiori/iris.asp" /> Vincent Van Gogh: iris 71 x93 cm 1889</p>
<p>il fiore di iris viola è considerato simbolo di sapienza</p>
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<div id="gpt-slot-10" class="optiload"></div>
</div>
<p><img loading="lazy" class="" src="https://i.pinimg.com/originals/db/42/a2/db42a206af436afdd55985587e089b17.jpg" alt="Iris bianco n. 7 - Come per calle e petunie, anche gli iris ..." width="295" height="393" />Georgia O’Keeffe, iris bianco,  olio su tela, 1930</p>
<p>L’iris bianco simboleggia purezza e gentilezza</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Misericordia olio su tela 40&#215;60 &#8211; 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Sep 2022 18:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era questo il titolo sotto il quale Padre Venanzio, parroco a San Crisogono, a Trastevere, aveva pensato di riunire una serie di eventi espositivi. Lo spazio che avrebbe ospitato le opere era la navata sinistra della basilica di piazza Sonnino, una delle più  antiche chiese romane (quella originaria risale al 499) e quando andai a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era questo il titolo sotto il quale Padre Venanzio, parroco a San Crisogono, a Trastevere, aveva pensato di riunire una serie di eventi espositivi. Lo spazio che avrebbe ospitato le opere era la navata sinistra della basilica di piazza Sonnino, una delle più  antiche chiese romane (quella originaria risale al 499) e quando andai a visitarla, per la prima volta, mi sentii avvolta da una intensa sensazione di spiritualità che richiamò alla mia mente ciò che è divenuto  nei secoli l&#8217;emblema della fede cristiana: la croce. Pensai dunque di partecipare all&#8217;iniziativa realizzando questa tela nella quale è rappresentata tutta la drammaticità di un uomo che muore. La crocefissione di  Gesù è l&#8217;essenza della misericordia in quanto atto di amore compiuto per il bene degli altri. Sullo sfondo uno scorcio della città eterna e ai  piedi l&#8217;agave, simbolo di amore intenso e la ginestra simbolo di forza e di coraggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quale futuro olio su tela 60&#215;70 &#8211; 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 10:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A fronte di un tasso di occupazione da sempre inferiore alla media europea anche tra i laureati,  di stipendi bassi e scarsa possibilità di  carriera, ho immaginato come i giovani, nel nostro paese, si possano sentire al termine di un percorso formativo, anche lungo e complesso, come la laurea. Un vero e proprio sacrificio per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 11.25pt 0cm 11.25pt 0cm;"><span style="color: #1a1a1a;">A fronte di un tasso di occupazione da sempre inferiore alla media europea anche tra i laureati,  di </span>stipendi bassi e scarsa possibilità di  carriera, ho immaginato come i giovani, nel nostro paese, si possano sentire al termine di un percorso formativo, anche lungo e complesso, come la laurea.</p>
<p>Un vero e proprio sacrificio per raggiungere un obiettivo imprescindibile come quello della propria occupazione lavorativa e, poiché il sacrificio per eccellenza è quello compiuto da Gesù Cristo, ho voluto rappresentare il giorno della laurea con l’iconografia della “Pietà”, che raffigura Maria mentre sorregge il corpo senza vita del figlio dopo la sua passione e deposizione. Sullo sfondo i due pilastri fondamentali per raggiungere l&#8217;obiettivo superiore: la conoscenza e la fede.</p>
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		<title>Primavera &#8211; Olio su lamellato OSB 60&#215;40  2015</title>
		<link>https://loretadecarolis.it/primavera-olio-su-lamellato-osb-60x40/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 15:14:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da sempre la primavera simboleggia la rinascita ed accompagna sentimenti interiori di benessere e serenità. Sinonimo di giovinezza, ci carica di entusiasmo e di voglia di vivere. Non a caso è stata la musa ispiratrice degli artisti di tutti i tempi. Prendendo spunto dal paesaggio dove sono cresciuta, ho cercato di fissarne le caratteristiche sulla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre la primavera simboleggia la rinascita ed accompagna sentimenti interiori di benessere e serenità. Sinonimo di giovinezza, ci carica di entusiasmo e di voglia di vivere. Non a caso è stata la musa ispiratrice degli artisti di tutti i tempi. Prendendo spunto dal paesaggio dove sono cresciuta, ho cercato di fissarne le caratteristiche sulla tavola di lamellato per augurare, ad un amico che andava in pensione, di vivere una nuova primavera. Peccato che tre giorni dopo il pensionamento il mio amico abbia ripreso a  lavorare ed il dipinto sia finito tra le robe vecchie di un garage delle case Gescal.</p>
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		<title>Il cerchio G 8 olio su tela e collage 60&#215;80 &#8211; 2014</title>
		<link>https://loretadecarolis.it/il-cerchio-g-8/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 17:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fatti di cronaca nera avvenuti durante la riunione dei capi del governo degli otto maggiori paesi industrializzati svoltosi a Genova nel luglio del 2001 hanno ispirato questa tela nella quale i giovani (esili lividi corpi) in un vortice di violenza governato da squali (capi del governo) attraverso la conoscenza potranno riscattare la propria libertà. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://loretadecarolis.it/il-cerchio-g-8/">Il cerchio G 8 olio su tela e collage 60&#215;80 &#8211; 2014</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://loretadecarolis.it">Loreta De Carolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I fatti di cronaca nera avvenuti durante la riunione dei capi del governo degli otto maggiori paesi industrializzati svoltosi a Genova nel luglio del 2001 hanno ispirato questa tela nella quale i giovani (esili lividi corpi) in un vortice di violenza governato da squali (capi del governo) attraverso la conoscenza potranno riscattare la propria libertà. Lo stesso tema è stato sviluppato da Emanuele mediante questa poesia:</p>
<p>Esili lividi corpi,</p>
<p>tremanti, vibranti nell’onta del vento,</p>
<p>si muovon sfibrati con passi di storpi,</p>
<p>senza speranza d’alcun intervento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mandanti spietati brandiscono ancora</p>
<p>i colpi sferrati non vanno più a segno,</p>
<p>ma il motto è colpire,</p>
<p>strappare le carni e fuggire,</p>
<p>fregiarsi campioni del regno,</p>
<p>che tanto giustizia l’ignora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mangiatori di uomini sempre affamati.</p>
<p>Son sempre più forti e mai allontanati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oh livido corpo riprendi la vita,</p>
<p>le mani ora incerte domani son forti,</p>
<p>le giovani menti non hanno confini</p>
<p>d’una realtà che è ben costruita,</p>
<p>che piange e che prega per morti</p>
<p>segnati da aguzzi canini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eroi senza tempo lottando</p>
<p>le orde fameliche allontaneranno.</p>
<p>Così passeranno le ore d’affanno,</p>
<p>almeno fintanto che altri incalzando,</p>
<p>il cerchio chiudendo, l’insidieranno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Emanuele Sgro 2012</p>
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